Già ieri il docente, prof. Carl David Ipsen che insegna Storia Contemporanea, ci ha raggiunto nella ” Sala Panel” della CCIIA di Salerno dove eravamo in seduta di allenamento, guidata da Giovanni Pipolo e Michele Trimarco. Il docente americano ha assaggiato con noi alcuni campioni di olio ed abbiamo potuto apprezzare la sua perizia. Il professore si interessa della storia dei nostri territori attraverso gli alimenti, in particolare è impegnato nella stesura di un libro sulla storia dell’olio a partire dal ‘700. Abbiamo trovato la cosa davvero interessante. Come pure interessante e curioso è stato vedere questi studenti avvicinarsi ad un albero e ad una coltura sicuramente non consueta dalle loro parti. Così stamattina, 18 aprile 2024, l’Associazione, guidata dal Presidente Michele Trimarco, si è incontrata con il gruppo presso l’azienda ” La Torretta” di Battipaglia, accolti con il consueto affetto da Maria Provenza titolare dell’Azienda Agricola. Ella ha condotto gli studenti a visitare i suoi oliveti, spiegando quale fosse un impianto tradizionale e quale intensivo, quali le ” cultivar” e le metodiche di produzione. Era pronta una bella fioritura, foriera di benefici presagi e tutt’intorno la campagna era in tenero sboccio, colorata e profumata. Successivamente Maria ha spiegato, nell’oleificio, il funzionamento dei macchinari di trasformazione delle olive e tutte le fasi per ottenere un olio di qualità. Gli studenti ci sono sembrati mediamente interessati, compatibilmente con la loro età ed estrazione. Ad una parte teorica è seguito l’assaggio di due campioni di olio: ” Teti” più delicato e “Dafne” più intenso. Ottimo lavoro! Si conferma lo scrupolo e la dedizione della produzione. L’accoglienza é continuata con un piacevole intermezzo a base di specialità del territorio, per finire con una visita al reparto dell’azienda che si occupa di cosmesi, partendo dall’olio e trasformandolo. Difficile dire che genere di impatto questa mattinata abbia avuto su questi ragazzi: una fugace puntata nelle loro giovani menti che non lascerà tracce o, forse, qualcosa germinerà in termini di amore per il nostro magnifico albero mediterraneo e per quello che ha significato nella Storia dell’uomo al di qua dell’Oceano.

 

B.A.